10 cose che forse (non) sapevi di Venezia - Carnevale di Venezia

Carnevale di Venezia 2023

Dal 29 Gennaio Al 21 Febbraio

10 cose che forse (non) sapevi di Venezia

Feb 3, 2017 by

Scorcio di VeneziaStai pensando di fare un salto a Venezia per il carnevale? Vuoi visitare la Serenissima, ma a parte Piazza San Marco non sai cos’altro c’è da fare o da vedere?

Niente paura! Ecco qui un elenco di luoghi, attrazioni o semplici curiosità, che renderanno il tuo viaggio un momento indimenticabile.

1. I ponti

In città sono presenti ben 417 ponti e 72 di essi sono privati. 57 ponti sono fatti di legno, 60 in ferro e 300 in pietra. Il Ponte della Costituzione è l’ultimo ponte costruito, un progetto del 2007 disegnato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava ma aperto al pubblico solo a settembre di un anno dopo. È il quarto ponte che attraversa il Canal Grande e collega Piazzale Roma alla stazione. Secoli fa i ponti venivano realizzati senza scalini in quanto si favoriva l’andare a cavallo.

Sull’isola di Torcello si trova il Ponte del Diavolo, così chiamato per i suoi gradini molto ripidi che facevamo inciampare chiunque lo attraversasse.

2. La prua della Gondola

L’imbarcazione celebre di Venezia, la Gondola, a prua presenta il “pettine”, un ferro a sei denti e ogni dente rappresenta un sestiere della città. A poppa invece si trova il “risso” che dovrebbe rappresentare la Giudecca.

3. Il campanile di San Marco

In origine era un faro, successivamente divenne un sostegno per le gabbie dei colpevoli sottoposti a pubblica tortura. Il Campanile è alto 98.6 metri e alla sua sommità si trova la statua dorata dell’Arcangelo Gabriele, le cui ali indicano la direzione in cui soffia il vento. Nel 1902 crollò su stesso senza provocare vittime e venne ricostruito esattamente com’era in dieci anni nello stesso punto in cui si trovava il primo campanile.

4. Le campane del campanile di San Marco

Il campanile presenta 5 campane e ognuna di esse ha una funzione ben precisa.

San Marco a VeneziaLa Marangona, detta anche Campanon (maggiore), è l’unica ad essersi salvata dopo il crollo del campanile. La sua funzione era annunciare inizio e fine dell’orario di lavoro dei marangoni (i carpentieri dell’Arsenale) e le sedute del Maggior Consiglio.

La Nona o Mezzana, suona ancora oggi lo scoccare del mezzogiorno e segnava il termine ultimo per poter spedire lettere a Rialto.

La campana Trottiera o Quarantìa era usata, quando era ancora possibile usare i cavalli in città, come secondo segnale ai nobili, che dovevano partecipare alle riunioni del Maggior Consiglio, che mettevano così al trotto le cavalcature.

La Pregadi, Pregadio o Mezza Terza annunciava le riunioni del Senato i cui membri erano detti Pregadi.

La quinta campana, Renghiera o Maleficio, è la campana minore e veniva suonata prima che il magistrato emettesse le sentenze di morte.

5. La Biennale e Mostra del Cinema

La prima edizione della Biennale di Venezia, una tra le più celebri rassegne di arte contemporanea del mondo, risale al 1895, mentre si inizia a parlare di Mostra del Cinema nel 1932 con la prima rassegna della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica.

6. Gli Schei

Se sentite un veneziano dire la parola “schei” niente paura, non vi sta insultando. Sta parlando di soldi. La parola “schei” fu presa da un’antica moneta asburgica denominata Scheidenmunze. I veneziani abbreviarono la parola tenendo solo la prima parte e per evitare i problemi di pronuncia cominciarono a leggerla all’italiana.

7. La Calletta Varisco

Tra calli e campielli, girovagando per la città potreste incappare nella Calletta Varisco, la calle più stretta di Venezia. Misura appena 53 centimetri, si trova nel sestiere Cannaregio, non lontano da Campo San Ciancian. In realtà non tutta la calle è così stretta ma solo la parte finale che conduce al Canale e per attraversala bisogna mettersi di lato. Girando un po’ per la città si possono trovare anche altre calle strette che a malapena raggiungo il metro di larghezza, ma Calle Varisco rimane la più stretta in assoluto.

8. La Scalinata del Bovolo

Risalente alla fine del Quattrocento, questa scalinata, poco famosa per la sua posizione poco visibile, è una spirale che avvolge l’esterno di una torre. È possibile salire fino in cima e godersi una vista originale della città.

9. L’origine del “Ciao”

Sapevate che la parola “ciao” ha origini veneziane?
Secoli fa a Venezia era consuetudine salutarsi con la frase “s-ciavo vostro” che tradotto vuol dire “servo vostro, schiavo vostro”. Col passare del tempo si ridusse la frase prima in “s-ciao” e poi in “ciao”, tuttavia il saluto è entrato a far parte della lingua italiana solo dai primi del Novecento.

10. Il simbolo della Serenissima

leone-di-san-marcoVi sarà capitato di trovare, in giro per la città, un leone alato con un libro aperto sotto la zampa anteriore destra. È il simbolo di Venezia, c’è una scritta latina incisa sul libro aperto che recita “Pax tibi Marce evangelista meus” (Pace a te Marco mio evangelista).

In passato quando la città stava affrontando un periodo di guerra, veniva rappresentato, su pitture e sculture, il Leone di San Marco mentre regge una spada. La maggior parte dei Leoni furono distrutti dalle truppe napoleoniche nel 1797 e quelli che si vedono ora sono quasi tutti delle copie ben fatte. Da piazza San Marco si possono vedere ancora oggi 13 leoni.

Non per niente il premio che consegnano alla Biennale di Venezia è un Leone.

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Stefania Bellotto

Ciao sono Stefania, mi piace viaggiare e scoprire posti nuovi, gente nuova, vecchie tradizioni, lingue... Ho l'abitudine di perdermi dentro a un buon libro, una fanfiction, musica, qualunque cosa che mi faccia allontanare dal presente per un po'. La mia vita è un infinito Work in Progress.

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