L’isola di Poveglia tra storia, fantasmi e leggende - Carnevale di Venezia

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L’isola di Poveglia tra storia, fantasmi e leggende

Mar 17, 2017 by

Isola di PovegliaNella laguna di Venezia esiste una piccola isola, disabitata, ma famosa in tutto il mondo per la particolare storia che l’avvolge. Si dice che Poveglia sia infestata dai fantasmi, che si possono sentire i lamenti della gente sepolta sotto terra, e considerando la presenza di un ospedale psichiatrico, tutto porta a pensare a un classico scenario da film horror.

L’isola di Poveglia: la storia dell’isola

In origine l’isola si chiamava Popilia, ma nelle mappe cinquecentesche vi era anche il nome Poveggia. Con l’invasione dei longobardi nel VI secolo le popolazioni delle città dell’entroterra furono costrette a spostarsi, costruendo nuovi centri abitati e l’isola di Poveglia fu proprio uno dei nuovi insediamenti divenendo un borgo con castello. Tra l’809-810 il centro da un efficace contributo alla resistenza di Metamauco, ex capitale del ducato di Venezia ora in mano ai Franchi.

A seguito delle rivolte scaturite dall’uccisione del doge Pietro Tradonico, il successore Orso I Partecipazio concede alle famiglie dei 200 servi fedelissimi del doge ucciso terre e valli dell’isola di Poveglia, con l’obbligo però di censimento annuale e di atto d’omaggio da compiersi il secondo giorno di Pasqua e come governatore, il diritto ad averne uno di un castaldo ducale con 27 consiglieri locali. Poveglia diventa così un florido centro economico e demografico.

Con lo scoppio della guerra di Chioggia comincia il declino per Poveglia, gli abitanti vennero evacuati a Venezia e nonostante la fortificazione, l’isola fu occupata dai genovesi che bombardarono il monastero di Santo Spirito. A guerra finita non rimase più nulla di quel centro pieno di vita che contava centinaia di abitanti e che ora risultavano essere rimaste poche decine.

La Repubblica tentò diverse volte di recuperare l’isola ma senza successo, fu così deciso di sfruttare la vicinanza con il porto di Malamocco, che all’epoca era l’unico accesso alla laguna per le grandi navi, utilizzandola come deposito di attrezzature di bordo e sosta delle imbarcazioni, successivamente fu usata per fini sanitari e dal 1782 le strutture venivano usate per il controllo di uomini e merci e talvolta da lazzaretto. Nel 1793 e nel 1798 ospitò gli equipaggi di due imbarcazioni ammalati di peste.

Isola di Poveglia- la clinicaQuando la peste colpì l’intera Europa, il magistrato della sanità di Venezia ordinò l’uso dell’isola di Poveglia come zona di quarantena per evitare la diffusione della malattia. L’ordine prevedeva che i corpi degli appestati dovevano essere bruciati e sepolti in fosse comuni sull’isola, in seguito il provvedimento fu esteso anche ai contagiati e, talvolta, questo includeva persone non ancora contagiate, che venivano portati sull’isola a morire lentamente, consumati dalla malattia. L’isola assunse così l’effettivo ruolo di centro di quarantena. A testimonianza di ciò, ci sono i continui rinvenimenti delle migliaia di corpi sotterrati e coperti dalla vegetazione.

A partire dal 1968 le sue funzioni cessarono e l’isola venne ceduta al Demanio. Nel 2013 l’isola viene messa in vendita per essere recuperata ai fini turistici, un anno dopo nasce l’associazione “Poveglia per tutti” che mira ad aggiudicarsi l’asta per il possesso dell’isola per 99 anni e permetterne l’uso pubblico.

Attualmente l’isola resta disabitata e chiusa al pubblico ed è difficile accedervi per le troppe rovine e ruderi. Si può visitare l’isola solo con autorizzazioni speciali da richiedere al comune di Venezia almeno 10 mesi prima.

L’isola di Poveglia tra storia, fantasmi e leggende

Nel 1922 fu eretto un edificio di cui ancora oggi si discute la reale funzione. Secondo alcuni archivi l’edificio aveva la funzione di casa di riposo per anziani, ci sono però fatti e testimonianze che sostengono che l’edificio era una clinica per malati di mente. La seconda ipotesi è quella più accreditata, sostenuta principalmente dall’incontestabile prova incisa sulle pareti all’ingresso che dichiara “Reparto psichiatria”.

Nel 1946 l’edificio venne smantellato ma durante gli anni di attività la struttura fu luogo di strani avvenimenti e avvistamenti. Pare che i pazienti dell’ospedale erano tormentati dalle anime dei morti di peste e in quel periodo le richieste di trasferimento in altre strutture aumentarono.

I pazienti erano classificati come “malati di mente” e per questo i loro racconti non venivano presi in considerazione, anzi, divennero il pretesto ideale per soddisfare i sadismi del direttore, che, la leggenda dice, fosse un sadico lobotomizzatore. La leggenda si conclude con la morte di questo dottore, tormentato a sua volta dagli spiriti dell’isola che lo portarono alla pazzia e lo spinsero al suicidio gettandosi dal campanile dell’isola.

Sebbene la presenza del manicomio sia evidente, non vi sono prove concrete sull’esistenza di questo presunto sadico direttore. Fa anche riflettere, il fatto che, negli archivi veneti, il manicomio era definito una casa di riposo per anziani, come se volessero nascondere la vera natura di quell’edificio.

L’isola di Poveglia: Il Dottore della Peste

Isola di Poveglia- interno della clinicaQuesta e altre leggende sono il punto di partenza del progetto cinematografico The Plague Doctor. Una produzione interamente italiana, guidata dal regista veneziano Emanuele Mengotti, già autore di The Writer (2015), che mira ad evocare atmosfere surreali ispirate dai grandi maestri del cinema mondiale come Kubrick e Aronofsky. Il film è attualmente in pre-produzione e fino al 28 febbraio scorso era possibile vedere i progressi finora svolti in una mostra nel Palazzo delle Prigioni Nuove di Venezia. Si continuerà nella lavorazione del film grazie anche ad una campagna di crowdfunding che si concluderà il 27 marzo 2017.

L’isola di Poveglia: ma ci sono veramente i fantasmi sull’isola?

Sono diverse le testimonianze di turisti e visitatori che riportano di apparizioni strane, lamenti e voci. Di recente un gruppo di 9 persone dell’E.P.A.S. (European Paranormal Activity Society) si è recato sull’isola di Poveglia per rilevare attività paranormali. Il gruppo, armato di diversi strumenti come videocamere full spectrum che rilevano onde ultraviolette e infrarossi, rilevatori di campi elettromagnetici e temperatura, registratori digitali e macchine fotografiche, ha girato l’isola e, a parte quando due persone del gruppo hanno udito la voce di una bambina, non hanno rilevato nulla di particolare.

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Stefania Bellotto

Ciao sono Stefania, mi piace viaggiare e scoprire posti nuovi, gente nuova, vecchie tradizioni, lingue... Ho l'abitudine di perdermi dentro a un buon libro, una fanfiction, musica, qualunque cosa che mi faccia allontanare dal presente per un po'. La mia vita è un infinito Work in Progress.

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