Made in Venice: souvenir dalla Serenissima - Carnevale di Venezia

Carnevale di Venezia 2020

Dal 08 Febbraio Al 25 Febbraio

Made in Venice: souvenir dalla Serenissima

Mag 5, 2017 by

Made in Venice- MaschereQuando si parla di prodotti tipici di Venezia non si parla solo di piatti o vini particolari, si parla anche dell’artigianato. Il made in Venice ha una lunga tradizione alle spalle, fatto di continui miglioramenti nelle tecniche produttive che non ha mai perso quel valore inestimabile tipico della lavorazione manuale.

Il turista che visita Venezia non tornerà a casa senza aver comprato almeno un souvenir dal marchio made in Venice.

Made in Venice: l’arte del lavorare il vetro

Tra le varie produzioni di artigianato, gli oggetti in vetro sono i più famosi al mondo. Sull’isola di Murano è possibile visitare le botteghe dei vetrai e in alcune, anche assistere a come viene lavorato il vetro.

La tradizione di questa lavorazione è molto antica e risale al periodo bizantino. Essendo Venezia un importante porto commerciale, la produzione di pietre di vetro colorate divenne una preziosa merce di scambio con i mercati orientali.

Gli oggetti vengono creati con la tecnica, tramandata nei secoli, della soffiatura del vetro e tutto rigorosamente fatto a mano. Il vetro viene soffiato tramite una cannula in metallo in modo da distendere la pasta di vetro incandescente e modellandola rapidamente con pinze e forbici e ruotando il bolo o la cannula stessa. Quando si lavorano oggetti grandi che non è possibile soffiare prima di raffreddarli si usano grosse pinze per scaldare l’oggetto ancora non formato in modo da poterlo modellare.

Nel 1450 Angelo Barovier, artista del vetro discendente da una famiglia di mastri vetrai, inventò un impasto vitreo con una particolare purezza che chiamò vetro cristallino o cristallo veneziano. Nel 1455 ottenne il diritto esclusivo per la produzione.

MuranoIn passato si lavorava il vetro in città ma a partire dal 1290 tutte le fornaci adibite alla lavorazione del vetro vennero trasferite sull’isola di Murano che in poco tempo divenne il centro nevralgico per la lavorazione artistica del vetro e una tra le isole più famose al mondo. Non vi si produceva più pietre in vetro colorato da commerciare, ma vere e proprie produzioni artistiche che ancora oggi lasciano meravigliati i migliaia di turisti che visitano l’isola.

Durante il 1500 si assiste a un periodo di massimo splendore per la produzione dei vetri artistici, si delineano forme più raffinate, eleganti e si creano preziosi oggetti senza tempo come i lampadari ammirabili ancora oggi e vari oggetti che adornavano le tavole dei nobili europei.

Non fu però sempre tutto rosa e fiori per la produzione di questi meravigliosi oggetti. La concorrenza cominciava a crescere a livello europeo e il primato di Venezia stava per essere compromesso. Solo con la creazione di una scuola di disegno per vetrai e l’apertura del Museo Vetraio si riuscì a risollevare dalla crisi la produzione del vetro.

Tra i numerosi oggetti in vetro prodotti si ricordano soprattutto le Murrine, le caramelle colorate, collane di perle di vetro, anelli, lampadari, specchi, plafoniere, bicchieri, coppe, calici, vasi, palloncini, pagliacci e piccoli animali.

Made in Venice: Burano e i Merletti

Ma Murano non è la sola isola veneziana famosa per il suo artigianato. Burano, isoletta poco distante, vanta una lunga tradizione nella produzione di merletti e ricami.

Il Merletto di Burano è tra i più pregiati al mondo, ha una lavorazione manuale, senza uso di tombolo o telai che in qualche modo si lega alle attività di pesca dell’isola. Questa tecnica è definita lavorazione “in aria” ed è molto simile a quella usata per aggiustare manualmente le finissime reti dei pescatori.

La produzione dei primi merletti risale al 1500, splendide creazioni che richiamano piccole gocce d’acqua sollevate in aria dalla coda di una sirena a formare disegni diversi.

Museo del MerlettoNel secolo successivo i ricami e i merletti di Burano aggiungono il punto a rosette e il punto controtagliato usato a formare ampie volte sul rilievo delle cordonature di contorno. Verso la fine del 1800 vennero introdotti nuovi punti per la lavorazione di merletti e ricami che a lavorazione conclusa si ottenevano vere e proprie opere d’arte.

Nei primi anni del 1900 le donne di Burano, non frequentando la scuola, passavano il loro tempo con le madri ad imparare l’arte del ricamo. Vi era una scuola merletti aperta alle giovani donne a partire dai 12-13 anni che cominciavano la scuola avendo comunque già una certa manualità e destrezza. La scuola merletti era molto ambita tra le giovani donne del tempo in quanto oltre ad offrire il perfezionamento della tecnica, una paga giornaliera, dava anche la possibilità di riscaldarsi durante la giornata di lavoro. In quel periodo infatti nelle case non vi erano riscaldamento ed illuminazione.

Durante il 1900 le produzioni di ricami private diminuirono molto, le merlettaie andavano a lavorare nelle concerie o sartorie di Venezia dove avevano una paga più alta senza doversi spostare troppo da casa.

È possibile ammirare magnifici ricami e merletti di produzione privata o della scuola merletti al Museo del Merletto.

Made in Venice: prodotti artigianali senza tempo

Il made in Venice non riguarda però solo le lavorazioni in vetro di Murano e i merletti di Burano, bisogna anche ricordare la lunga tradizione orafa veneziana che a partire dal 1200 non ha mai smesso di innovarsi e migliorarsi creando preziosi gioielli rispettando la produzione manuale e mescolandosi con la ricerca e sperimentazione di stili e materiali diversi.

E come non citare anche la produzione di quello che è forse il simbolo della Serenissima: le maschere di carnevale. Ve ne sono di diversi tipi e sono tutte realizzate in cartapesta, se ne trovano davvero tante, dalle più tradizionali e quelle più elaborate in chiave moderna.

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Stefania Bellotto

Ciao sono Stefania, mi piace viaggiare e scoprire posti nuovi, gente nuova, vecchie tradizioni, lingue... Ho l'abitudine di perdermi dentro a un buon libro, una fanfiction, musica, qualunque cosa che mi faccia allontanare dal presente per un po'. La mia vita è un infinito Work in Progress.

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