Il Volo dell’Angelo: 5 cambi d’ali

Carnevale di Venezia 2021

Dal 30 Gennaio Al 16 Febbraio

Il Volo dell’Angelo: 5 cambi d’ali

Gen 23, 2015 by

Volo dell'AngeloIl Volo dell’Angelo è di sicuro tra gli eventi più attesi e affascinanti del Carnevale di Venezia. La ricorrenza, che oggi ha luogo nella prima domenica del Carnevale a mezzogiorno e quest’anno cade l’8 febbraio, una volta si celebrava il Giovedì Grasso. Questa è solo una delle molte variazioni storiche dell’evento che, attraverso i secoli, ha cambiato più volte nome, forma e interpreti.

Vediamo di seguito 5 evoluzioni di questo spettacolare volo.

1 Barcamenandosi fra cielo e mare

La prima traccia volante su cui si scriveranno le successe ascese e discese, risale alla metà del cinquecento. Un acrobata turco, issatosi su di una corda legata a una barca ancorata sul molo della piazzetta, tenendosi in equilibrio con un bilanciere, arriva alla cella campanaria della chiesa di San Marco per raggiungere poi, nella discesa, il Palazzo Ducale porgendo gli omaggi al Doge e omaggiato a sua volta dalla folla strabiliata. Il successo di questa esibizione è tale da diventare l’evento ufficiale per le edizioni successive. In programma per il Giovedì Grasso, si chiamerà per qualche tempo lo Svolo del turco.

2 Non solo gli Angeli volano

All’inizio lo Svolo è prerogativa di funamboli o acrobati professionisti. In seguito anche giovani veneziani cominceranno a cimentarsi nell’esibizione. Gli “arsenalotti”, le maestranze dei cantieri dell’Arsenale, si impegneranno con particolare tenacia e bravura, tanto da diventare la categoria specializzata nello Svolo che, ancora per qualche tempo, manterrà lo stesso nome

3 Volando a più ali

In una delle tante rappresentazioni, un acrobata vestito con ali d’angelo legato a una corda, scende in volo dalla Torre del Palazzo. Alla fine dell’esibizione il Doge lo premia. Da questo momento e per molti anni, primeggerà la variante dell’acrobata vestito con ali d’angelo. L’acrobata prescelto per l’esibizione viene appeso tramite degli anelli a una corda e innalzato in cima alla Torre per lanciarsi in picchiata verso il loggione del Palazzo Ducale. Alla fine del volo, l’angelo, sarà sempre premiato dal Doge in denaro o con altri doni. Per consuetudine, il nome dello spettacolo si cambierà in Volo dell’Angelo. Ormai consolidata, l’esibizione vedrà numerose varianti angeliche, fra cui Voli collettivi, e spettacoli in cui gli acrobati utilizzeranno anche animali o si libreranno in complicate figure artistiche rendendo la performance sempre più pericolosa.

4 Dall’Angelo alla Colombina

Il culmine di queste spericolatezze è nel 1759, quando l’arsenalotto Nane Bailo cade rovinosamente a terra tra le grida, stavolta di orrore anziché plauso, della folla. Il tragico epilogo mette fine allo spettacolo concepito con queste modalità. Dall’edizione successiva, infatti, al posto dell’acrobata sarà una grande colomba di legno a compiere il volo, partendo sempre dal campanile e liberando sulla folla una scia di fiori e coriandoli. Siamo quindi al terzo cambio di nome, l’ultimo, infatti lo spettacolo ora chiamato Volo della Colombina rimarrà invariato fino al 1797 anno in cui, con la caduta della Serenissima Repubblica, questa come molte altre tradizioni del Carnevale sono abolite e vietate fino a tempi recenti.

5 Il ritorno alle origini

Dopo quasi due secoli, nel 1979, il Carnevale di Venezia, e con esso il Volo dell’Angelo, riprendono gli antichi splendori. All’inizio si ripropone il Volo della Colombina, sostituendo la storica colomba di legno con una grande riproduzione meccanica dalle stesse fattezze. Il volo compie lo stesso itinerario del passato e la colomba volante, a circa metà percorso, libera sulla folla, tramite l’apertura di una botola nella sua parte inferiore, una cascata di coriandoli, fiori e altri piccoli doni fra cui dolciumi. Andando avanti nel 2011, si torna ancora indietro e il Volo della Colombina ritorna Volo dell’Angelo.

Da questa recente edizione, affidata alla Compagnia dei Folli che prestò per l’occasione una delle proprie artiste, è di nuovo un interprete reale a compiere lo storico volo. L’artista prescelta scende verso terra assicurata a un cavo metallico, lentamente e porgendo, non più al Doge, ma a chiunque, l’omaggio di uno spettacolo mozzafiato. Ecco che, dopo molti cambi di pelle, si torna alla maniera antica, variando ancora come d’abitudine e se, il planare lento e cauto di questo volo moderno toglie qualcosa alla suspense delle spericolatezze passate, di certo ne lascia intatte bellezza e suggestione.

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Elisa Mazzieri

Sono Elisa, mi piace viaggiare, raccogliere, inventare e raccontare storie, Mi piace disegnare, giocare con le parole e i numeri e trovare l'imprevisto nel consueto

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